4 – Figlio di, nipote di...
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di Guido Tedoldi, 2 dicembre 2010
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

4 – Figlio di, nipote di…

Cartografia di Maya

«Nonno, sei stanco?». Mio nipote forse ha visto che ho abbassato le palpebre, e che il mio corpo si è rilassato sulla poltrona. In effetti non sono stanco. Non molto perlomeno. È solo che domani compio 133 anni e mi muovo a una velocità (o meglio a una lentezza) inconcepibile per un bambino di 4 anni. Non è nemmeno mio nipote, tecnicamente. Vediamo è figlio di… Carla, sì. Che è figlia di Marcello. Che ha sposato Magda. Magda era figlia di Luca. Che lui sì è mio nipote, figlio di mio figlio Paolo. Mi sembra di citare un po’ la bibbia, con quelle sfilze di nomi che ci sono all’inizio, roboanti ed esotici, di persone vissute fino a novecento anni come Matusalemme. Rispondo di no con al testa. «Andiamo a preparare la mia torta?», gli dico. Il nipote reagisce come molte generazioni di bambini prima di lui hanno fatto: sprizzando entusiasmo cinetico. Fare la torta significa che lo lascerò cincischiare con la farina, e con l’acqua, e così si sporcherà tutto e sua madre poi ci rimbrotterà… riti da maschi. Ma mentre giochiamo a fare i cuochi perlomeno non mi arrabbierò per quello che Carla è andata a fare: tentare di iscrivere il bambino alla scuola cattolica. Che vuol dire tentare di fare avere un’istruzione decente, in un ambiente non devastato come l’altra scuola del nostro quartiere dove più che altro i bambini vengono parcheggiati per qualche ora al giorno, e se imparano qualcosa è un di più. Il problema non è il bambino, anche se non è stato battezzato, e non sono i suoi genitori, anche se non sono sposati. Non è nemmeno questione di soldi, quelli li abbiamo. Il problema sono io. Io che non muoio grazie alle cure mediche cui mi sono sottoposto e mi sottopongo. «Innaturali», dicono. «Immonde», pensano. Non ho parti meccaniche. Be’, non molte. L’anca destra in materiale composito-organico, che ha sostituito l’osso preesistente distrutto in un incidente stradale. E un disco della colonna vertebrale, distrutto nello stesso incidente. Poi basta. Tutto il resto è manipolazione del mio dna affinché funzionasse meglio. E questo non lo accettano. C’è un disegno intelligente che vuole noi esseri umani limitati, dicono, e contrastarlo con le tecniche mediche di allungamento della vita li fa gridare d’orrore. Sento un rumore di raschiamento e poi un tonfo. Il nipote si è arrampicato sulla sedia ma è scivolato giù rovinosamente. Non gli lascio il tempo di pensare che può essersi fatto male e può mettersi a piangere – lo prendo in braccio e lo metto a sedere sul tavolo. So che gli piace stare lì, ad altezza da adulto, a guardare le cose che si preparano. «Nonno, ma tu compi gli anni lo stesso giorno del presidente», osserva. Gli dico di sì. «Ma sei più grande tu o lui?». Gli rispondo che il presidente ha 174 anni, era già in carriera quando io non ero ancora al mondo. Poi noto che il nipote non ha usato la parola «vecchio» bensì «grande». «Sono più grande io, però, eh?», gli domando. E il nipotino dice di sì.

 

[Guido Tedoldi]

 

©Foto Giovanni Bertoglio

 

 

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