6 – Treno batte aereo 1-0
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di Guido Tedoldi, 16 dicembre 2010
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

6 – Treno batte aereo 1-0

Cartografia di Maya

La scena è sempre la stessa, succede nelle stazioni ferroviarie da qualche secolo. Uno che parte (mio figlio, nello specifico) salendo sul vagone e tirando su il trolley pesante, l’altro che lo saluta rimanendo a terra (io, padre orgoglioso). Tra un po’ le porte si chiuderanno e il siluro partirà con silenziosa maestosità, dopo meno di un minuto i finestrini spariranno, e il siluro entrerà nel suo tubo di lancio. Tra meno di 2 ore sarà a Berlino. Domani mattina l’arrivo previsto a Pechino, in tempo per pranzare secondo il fuso orario locale. Velocità prevista 1400 chilometri all’ora.
Ricordo la prima volta che feci lo stesso viaggio. Per impiegarci un tempo plausibile presi l’aereo, ma impiegò lo stesso tempi biblici. Ce li impiegherebbe anche oggi, per cui è meglio il treno, o meglio il siluro. Più comodo, più veloce, meno inquinante. Più sicuro, anche: mai verificato un incidente in tutta la storia di questa tecnologia – la tecnologia dei «tubi di lancio» come la chiamano. O delle metropolitane continentali, come la chiamano altri. Il vantaggio è che in quei tubi non c’è aria, il viaggio si svolge quasi sotto vuoto. Così meno resistenza all’avanzamento, meno necessità di energia e velocità ben oltre il muro del suono. Il tutto a impatto ambientale quasi nullo, rispetto agli aerei che non possono attaccarsi alla rete elettrica e un motore devono averlo, e grazie all’ambizione di architetti che si sono inventati posti invisibili dove mettere i tubi (uno geniale, poi: sotto terra) e alle tecnologie di abbattimento dei rumori.
Il personal richiama la mia attenzione. Mio figlio mi ha inviato il riferimento a un blog che parla di incidenti ferroviari. I tubi non sono così perfettamente sicuri come pensavo: c’è stato un incidente alcuni anni fa in Texas quando un tubo venne fatto esplodere e l’improvvisa pressione dell’aria sul treno provocò un disastro. Più di 700 morti, tra cui tutta una squadra di calcio in trasferta.
«Ti ricordi Superga?», mi scrive il figlio. Ricordo qualcosa, una grande squadra di calcio sterminata in un incidente aereo. Controllo. Il grande Torino, 4 maggio 1949.
«Potrei quasi aver paura», scrive ancora lui. In effetti anche l’aereo era un mezzo considerato sicurissimo. Molte migliaia di voli all’anno, un numero di incidenti a decennio che si possono contare sulle dite delle mani. Il problema è che quando cade un aereo non si salva nessuno – e sono centinaia di persone. Ma anche quando affonda una nave, allora. Quanti furono i morti del Titanic?
«Non siamo immortali», gli rispondo. Poi correggo il tiro: «Ci stiamo lavorando, però. E tu lo sai bene visto quello che vai a fare in Cina». Mi risponde con un’emoticon sorridente. Ai miei tempi sarebbe stato considerato un cervello in fuga, costretto a trasferirsi all’estero per trovare migliori condizioni di esprimere la propria eccellenza. Per lui, oggi, le condizioni sono diverse. Lui a casa ci tornerà spesso.
Ci vedremo già giovedì prossimo.

 

[Guido Tedoldi]

 

©Foto di Francesco Di Maio

 

 

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