9 - Cinesi su Marte
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di Guido Tedoldi, 6 gennaio 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

9 – Cinesi su Marte

Cartografia di Maya

Il messaggio di Quattro Hsu sprizza entusiasmo da tutti gli emoticon, e la parte testuale non è meno urlata: «48 METRI E 17 CENTIMETRI». Significa che ha vinto la gara di getto del peso delle Olimpiadi in corso su Marte. Una misura sensazionale, che sulla Terra non sarebbe possibile con le conoscenze attuali.
Colpa della gravità e dell’atmosfera densa, naturalmente, che tirano giù i gravi invece di lasciarli volare secondo i desideri degli atleti.
Gli rispondo: «Cambierai nome, adesso? Ti chiamerai Cinque?» – cinque come i titoli olimpici che ha vinto. La risposta mi arriverà tra qualche minuto, se Hsu potrà. Il lag tra qui e Marte è un problema che non è stato ancora risolto per la cocciutaggine delle onde elettromagnetiche che oltre un tot di velocità non vanno, e nelle distanze dello spazio profondo è un problema che si sente. Ci sono psicologi che sostengono sia questo il problema vero della Frontiera: i pionieri hanno paura della lontananza da casa. Forse si è verificato un cambiamento negli esseri umani, negli ultimi secoli. L’ultima preoccupazione di un Cristoforo Colombo, o di un cercatore d’oro del Klondike, era proprio la lontananza da casa.
Ma i motivi per andare via sono così tanti… Materie prime, ovviamente. I cinesi sono partiti per Marte dopo averlo scandagliato per anni con sonde computerizzate, e aver capito che c’era tanto di quel minerale utile da giustificare qualsiasi spesa. E orgoglio intellettuale, ovviamente. Il sentirsi bene di ingegneri che tentano imprese giudicate «impossibili», e dimostrano che invece si potevano fare mettendoci un po’ d’ambizione e di sguardo migliore. E conservazione della specie, ovviamente. Per non fare la fine dei dinosauri che dominavano la Terra come e meglio degli esseri umani, e poi bastò un sasso cosmico per farli estinguere.
Il personal mi avverte della risposta di Hsu. Stavolta non è testo bensì una gallery fotografica della sua unità abitativa sulla stazione orbitante, dove tiene i gagliardetti e le medaglie. È una specie di monumento personale sullo stile di una camera da adolescente, e quindi non sembra il cubicolo di nemmeno 10 metri cubi dove lui può fare esercizi ginnici a gravità zero per mantenere una muscolatura adeguata. Naturalmente non c’è uno spigolo vivo e le pareti hanno un aspetto morbido ipertecnologico, così che il famoso atleta non si danneggi allenandosi. Uno dei pochi oggetti che occupano il volume è il piumone che fa da letto, e che basta srotolare per andare a dormire.
In allegato c’è un filmato. Hsu sulla superficie di Marte, nella sua tuta da ginnastica sottile e trasparente in modo da mettere in mostra i muscoli e lasciargli libertà di movimenti. Sta correndo come un matto, nel modo a grandi balzi ed evoluzioni aeree permesso dai posti a bassa gravità. È un essere umano felice.

 

[Guido Tedoldi]

 

©Foto di Francesco Di Maio

 

 

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