15 – Cacciate quel pedofilo!
gravatar
di Guido Tedoldi, 24 febbraio 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
Website:
Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

15 – Cacciate quel pedofilo!

Cartografia di Maya

Il mio capo, al giornale, è stato chiaro: «Tu non devi fare niente né dire niente. Vai là, vedi cosa succede, scatti le tue 10 foto, poi torni qua in redazione e scrivi le tue 30 righe». La dura vita del giornalista con un capo che non lo apprezza. «Hai capito? Non fare niente. Non farti riconoscere come al solito, che mi fai il veterocomunista e poi insieme al tuo articolo devo anche pubblicare la smentita». Ok, capito. Ma lui rimarca il concetto: «Senti, davvero, è importante. Mando te perché non ho altri più affidabili. Ma tu non dire niente, non fare nemmeno domande. Lo sai chi è lui. Dai, fai il bravo». Dentro di me gli urlo in faccia che ho capito, ma dev’esserci qualcosa nel mio atteggiamento che non lo convince. Da quel bombardamento di raccomandazioni mi ha salvato il trillo del suo personal, che gli ricordava una faccenda più importante di me.
Così sono qui al Circolo della stampa. C’è in visita l’ex… cosa, presidente? Sì, lo era. Ex dittatore? Sì, lo era di più. Ex macellaio? Be’, ha provocato più di un milione di morti, lui e i suoi fedelissimi mercenari. Lo hanno rovesciato soltanto quando ha cominciato a comprare robot militari – e a quel punto perfino i suoi amatissimi figli (figli? così li chiamava lui, ma cos’erano in realtà? sudditi? o schiavi?) hanno pensato che ne avevano abbastanza, e che se l’avessero lasciato fare ancora un po’ li avrebbe semplicemente uccisi in quanto potenziali oppositori.
Quest’uomo… no, non è un uomo. Diciamo le cose come stanno: questo pedofilo… è ancora inserito nelle classifiche annuali dei miliardari del pianeta. Ha riempito i forzieri di mezzo mondo, ha comprato il debito pubblico di quasi tutte le nazioni, comprese quelle più influenti. Ha venduto petrolio e materie prime sottocosto per anni, diventando uno dei beniamini del Sistema. Quando i suoi connazionali l’hanno cacciato, molti governi hanno pensato di mandare truppe in aiuto. C’era in gioco la democrazia, dicevano. Miliardi di persone li hanno guardati. Democrazia? Il pedofilo è volato all’Onu a perorare la propria causa, ha mostrato prove che i suoi connazionali agivano sulla scorta di false informazioni prodotte da agenti esterni. Prove? Altre prove, in circolazione da anni nella rete libera, lo accusavano della scomparsa di bambini dagli ospedali. E di altro. C’è chi  lo tratta ancora con il rispetto dovuto a un ex politico importante. Mi ribolle il sangue. Vorrei essere più obiettivo, magari fare come qualche collega che si fa di psicofarmaci per evitare di farsi travolgere da questo lavoro. Ma sono io, e mi tengo il mio schifo. Comunque il pedofilo non è più tornato in patria. Ha preso la supernave che si è fatto costruire, un gioiello capace di ospitare 170˙000 persone, e l’ha portata in acque internazionali. Il primo Stato mobile del pianeta.
Lui nemmeno di quella è più presidente, però. Formalmente si è ritirato a vita privata, e c’è un ammiraglio al comando. Il particolare che si tratti di uno dei suoi figli… be’, è irrilevante, no?
No?
Mi guardo intorno. Ne vedo tante di facce per cui non è irrilevante. O non fanno più gli psicofarmaci di una volta, o c’è ancora un po’ di speranza.
Il mio personal emette un suono. Guardo lo schermo. NON FARE DOMANDE!
 
[Guido Tedoldi]
 
@Foto di Elvira Buttiglione

 

 

condividi su: TwitterTwitter FacebookFacebook