13 – Il duecentesimo King
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di Guido Tedoldi, 10 febbraio 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

13 – Il duecentesimo King

Cartografia di Maya

Il messaggio l’ho letto stamattina appena sveglio, al primo controllo del personal. «L’ho trovato, è su dvd. Passa a prenderlo quando vuoi». Ho capito subito cosa fosse: l’ultimo romanzo di Stephen King che mi mancava, uno di quelli andati perduti a causa dell’incendio della sua villa nel Maine. Il mio libraio di fiducia l’ha scovato, è un grande.
Adesso può anche chiudere. Fosse per me dovrebbe restare aperto per sempre, ma è lui stesso ad avermelo detto: «Ho ancora qualche missione da compiere, e poi comincio ad avere i miei 90 anni. Non ho più voglia di star dietro alle paturnie di voi stronzi di clienti. Devo cominciare a pensare un po’ a me stesso». Ma la mia impressione è che per lui «chiudere» equivalga solamente a tirar giù per sempre la serranda del negozio, oppure affittarlo a qualcun altro. La sua attività di completatore di collezioni non la smetterà di certo. Lui ha una vera passione per questo mestiere, e mi sa che continuerà a lavorare per gli amici, o per chi gli proporrà le sfide più intriganti.
Io con i libri di Stephen King l’ho messo duramente alla prova. Ne avevo 21 in formato cartaceo, 161 scaricati dal web e 14 della collezione «completa» di dvd pubblicata dopo la morte (che completa non era per niente, naturalmente… l’industria non ha ancora imparato che più balle spara e più clienti perde). Me ne mancavano 4, tutti facenti parte della serie natalizia, ossia i libri che King realizzava ogni anno insieme alla moglie per regalarli agli amici. «Ti costerà qualcosa, temo», ha detto il libraio. Dei 196 che avevo, ne avevo pagati sì e no una trentina. «Non c’è problema», ho detto io. Lui ha visto nei miei occhi la luce giusta, la determinazione tranquillamente feroce degli esseri umani quando vogliono entrare in possesso di TUTTO quello che riguarda la loro passione. E ha accettato l’incarico.
«Ci vorrà un po’ di tempo», ha detto anche, «nell’incendio della villa è andato perduto tutto l’archivio del Re». Ho risposto di nuovo che non c’era problema. Con tutti i milioni di fan che King aveva, mi sembrava impossibile che qualche copia non fosse ancora in circolazione. Ben nascosta, ma in circolazione. Questa conversazione è avvenuta 8 anni fa. Da allora sono saltati fuori 3 titoli, e una nuova indiscrezione riguardo il numero totale di libri scritti dal Re: 215. Ma non mi ero fatto convincere. Lo stesso King aveva profetizzato che al raggiungimento del 200° libro avrebbe chiuso, se lo sentiva. Non che di lui ci si potesse fidare, quando diceva che avrebbe smesso. Lo aveva detto già dopo l’incidente, quando un suo fan in furgoncino lo aveva investito e quasi ucciso – e poi invece di smettere perché gli venivano da scrivere soltanto rifacimenti di storie che aveva già pubblicato, il Re era entrato in una fase della sua carriera ancora più grande, ancora più completa. Cercava Il Grande Romanzo Americano, e di titolo in titolo vi si avvicinava. Perfino i critici più seri cominciarono a occuparsi di lui. Perfino quelli della commissione di assegnazione del premio Nobel lo presero in considerazione almeno 4 volte. La morte lo colse a impresa incompiuta… dopo aver dato alle stampe il duecentesimo libro, grande King.
Ma d’altronde lui dava del tu alla paura. E in tanti libri mi ha messo davanti alla mia. Me l’ha raccontata con una precisione agghiacciante, sia quella che sapevo di avere sia quelle che non conoscevo prima che me le dicesse lui. Anche se si tratta sempre della stessa brutta bestia: la ferita che mi ha dato la vita dopo avermi promesso tante cose. Non sono Dio, c’è QUALCOSA là fuori che può farmi un sacco di male. Se solo decide di farmene. E io non sono capace di fare niente per difendermi.
Il personal mi mostra un altro messaggio del libraio: «Non ti costa neanche tanto». Ma non c’entrano niente, i soldi, qui.
 
[Guido Tedoldi]
 
@Foto di Francesco Di Maio

 

 

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