17 – 119° Piano
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di Guido Tedoldi, 10 marzo 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

17 – 119° Piano

Cartografia di Maya

Dalla parete di cemento trasparente la luce entra copiosa. Anche a Milano ci sono panorami bellissimi. Le montagne che vedo dalla mia camera sono quelle del confine con la Svizzera, quelle dello studio sono rivolte verso la Francia. Anni fa, con la cappa di inquinamento che c’era, le avrei viste soltanto pochi giorni l’anno, oggi vale la pena abitare al 119° piano. L’incredibile cielo di Lombardia, «che è così bello quando è bello» diceva il Manzoni. Ma nemmeno lui lo aveva mai visto così.
Vien quasi voglia di restare qui, non alzarmi, non fare la doccia. Niente, solo dormicchiare, ogni tanto aprire gli occhi per godere del panorama, cambiare posizione nel letto e di nuovo poltrire. Il personal mi avvisa che ho un appuntamento di sopra, nel ristorante del 175° piano. Dopo un’ora un altro, al centro commerciale di sotto. Al 4° piano del centro commerciale, per la precisione, nella zona della piscina olimpica dove c’è una gara di tuffi. Ne hanno parlato tutti i media di quella gara, la prima a livello internazionale che fanno qui. A Mosca ci hanno organizzato un’intera Olimpiade all’interno di un grattacielo, qui in Italia arriviamo sempre un po’ in ritardo a pensare certe cose.
Uh, bello, non avevo letto il messaggio: richiesta di posticipo dell’appuntamento al ristorante. «Sono a Cuba, il ciclone non è ancora arrivato ma il vento è già troppo forte per tenere aperto l’aeroporto. Ti faccio sapere quando arrivo. Baci». Segue animazione di Ignacio e Juanita, le due depressioni tropicali che si sono fuse per dar vita al ciclone in arrivo; l’animazione è il risultato delle previsioni del tempo dell’aviazione Usa, e a quanto pare Cuba sarà colpita da venti a 315 chilometri all’ora che poi aumenteranno fino a 400 all’ora prima di colpire la costa della Louisiana. Niente di che, s’è visto di peggio.
Negli stessi giorni qui è prevista una leggera perturbazione. Al momento, però, non c’è niente. Sole. L’arco delle alpi, bluastro. Aria quasi ferma. A quest’altezza ferma non lo è mai, in effetti, e sulla cima del grattacielo, sopra i 500 metri d’altezza, l’impianto che imbriglia il vento per produrre energia ed estrarre l’umidità rende la costruzione praticamente autonoma. Siamo quasi 100˙000 persone a goderne. Qualcuno non esce mai, va solo su e giù con gli ascensori, per anni. Una città nella città. Un non luogo, dicevano una volta, senza poi spiegarsi come fosse possibile condurre l’intera vita qui dentro. A meno che non la considerassero una non vita… ma dai, discorso troppo lungo. Se fosse una non vita la gente non la vivrebbe, ah ah.
Io ogni tanto esco. L’ultima volta… 8 mesi fa. C’era la neve, la navetta per arrivare in centro rimase bloccata nel traffico, 3 ore per fare meno di 20 chilometri. Basta mezzo metro di neve e questa città impazzisce, roba da matti. Comunque fu piacevole, una vera e propria immersione nella natura. Una natura diversa dal parco pensile che c’è su, a temperatura controllata, flora e fauna addomesticate, atmosfera modificata per favorire le attività atletiche.
Mmm.
Potrei andare a far footing, in effetti. Sei o sette chilometri, poi torno giù, doccia e vado al centro commerciale. Inserisco i dati nell’applicazione Gtd del personal, mi risponde che ho ampiamente tempo. Grande. Vado a mettermi la tuta.
 
[Guido Tedoldi]
 
© Foto di Francesco Di Maio

 

 

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