26 – Alta cucina: il manzagnello e il capromaiale
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di Guido Tedoldi, 12 maggio 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

26 – Alta cucina: il manzagnello e il capromaiale

Cartografia di Maya

Il buffet è sontuoso, tagli di carne cruda e cotta in varie maniere. Io finora ho preso assaggi di qua e di là, godendo del mio essere carnivoro ma senza trovare differenze rispetto alla carne che mangio di solito. Ma qui ci sono dei cuochi professionisti, dei gourmet fantasiosi. Per loro il cibo non è soltanto una questione di sopravvivenza ma anche un’esperienza dello spirito. E li vedo appassionarsi, discutere piano… godere, sì, anche godere.
Adesso ho davanti un piatto con delle striscioline di muscolo. Sembra manzo giovane, ma in realtà è manzagnello, una commistione genetica. Il sapore è un po’ più stopposo rispetto al manzo, ma tutto sommato morbido. Ok, io mi fermo qui nella descrizione. Se volete parole più adeguate leggerete nei prossimi giorni i blog e i siti degli esperti qui presenti.
Il manzagnello è un esperimento genetico. Più tardi ci porteranno in processione all’allevamento tecnologico dove vivono i primi animali di questa nuova specie ottenuta sfrucugliando non poco nel codice genetico delle specie di partenza. A giudicare dagli ologrammi che ci hanno già mostrato, gli esemplari sembrano piccoli vitelli molto pelosi, con delle strane orecchie cadenti ma larghe e dei quarti posteriori contemporaneamente ossuti e rotondi. Anche in questo caso mi ritiro in buon ordine di fronte ad altrui competenze. Dico solo che un disegnatore medievale di bestiari se la sarebbe cavata meglio di me.
Nell’allevamento ci sono anche esemplari di capromaiale. Ne ho mangiato un po’ prima, il sapore pungente della carne mi è piaciuto più di quello troppo liquido del manzagnello. Ho potuto mangiare solo carne fresca, purtroppo, gli insaccati verranno pronti solo tra qualche settimana. Il salame di capromaiale, garantito poverissimo di grassi, mi incuriosisce assai.
Questa fattoria tecnologica è la punta di diamante di una multinazionale alimentare, e nel materiale promozionale che ho letto sul personal il Ceo promette che il loro scopo non è manipolare la vita al punto da creare specie innaturali, «a noi interessa meno l’animale vivo, che potrebbe soffrire della sua condizione, e più la produzione in quantità di carne dalle caratteristiche nutrizionali straordinarie». In sintesi, allevare un animale vivo comporta dei costi, perché prima di diventare un esemplare adulto macellabile quello deve crescere, deve essere mantenuto in condizioni salubri, deve essere curato se si ammala… molto meglio produrre solo i suoi muscoli, carne mangiabile per le voraci mandibole di miliardi di esseri umani.
«Gli animali che vedete qui dimostrano che le potenzialità della vita sono maggiori di quelle che ci aspettavamo – dice il Ceo – ma il nostro scopo non è creare uno zoo di animali mai visti prima sulla Terra». Nessuna vita verrà soppressa per il piacere delle mie papille, quindi. Solo materiale organico prodotto in provetta, in maniera pulita, ipercertificata. Sono contento. Quel salame prossimo venturo mi fa già salivare.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Davide Rizzo

 

 

Sabato 14 maggio – Torino.
In occasione del Salone del Libro, NOPX|limitededitionpics, spazio per la promozione dell'arte contemporanea e di giovani artisti, ospita eccezionalmente per una sera "Torno Giovedì", rivista letteraria, contenitore di idee, di pensieri scritti, immagini fotografate e filmate, on line dal 2010 settimanalmente ogni giovedì. NOPX e "Torno Giovedì" si incontreranno in una HOMEPAGE comune il 14 maggio alle ore 18,30 presso la galleria NOPX in via Saluzzo, 30 Torino.
L'ora dell'aperitivo e il vino rosso concilieranno letture, musica e performance che racconteranno "Torno Giovedì" ma non solo.
INCROCI: presentazione del libro Parigi A Vercelli di Guido Michele e 1975 di Franz Krauspenhaar.
ON LINE – ON AIR: Fernando Coratelli e Luigi Carrozzo e gli autori di Torno Giovedì in letture sparse.
PATRIOSKA di e con Francesco Forlani: performance sulle tracce di Carlo Pisacane ed Ernesto Che Guevara.

 

 

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