28 – Vittoria elettorale
gravatar
di Guido Tedoldi, 26 maggio 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
Website:
Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

28 – Vittoria elettorale

Cartografia di Maya

Il trillo del personal mi avverte che lo scrutinio è iniziato. Aspetterò qualche minuto prima di vedere il succedersi dei dati. Prima voglio godermi questo tramonto, sperso in pieno oceano Indiano, con il sole che affonda nel mare e produce una striscia di luce ambrata lunga qualche centinaio di chilometri e poco (apparentemente) più a sinistra le nuvole colorate di verde e violetto dell’aurora australe. Potrei godermele a casa queste cose, riprodotte ed esaltate dalla tecnologia, ma lo spettacolo dal vero ha ancora un suo fascino tremendo.
Ma veniamo alle cose serie: le elezioni. Le prime schede scrutinate confermano i poll: il presidente sarà rieletto. Con una percentuale di consensi un po’ più bassa rispetto all’ultima volta, ma insomma sempre superiore alla metà dei voti. In altre epoche si sarebbe parlato di percentuali «bulgare», ma nella Bulgaria comunista erano tutto sommato dilettanti delle dinamiche elettorali. All’epoca usavano metodi coercitivi, preferivano alimentare il consenso con metodi polizieschi. Più che consenso era paura.
Nei feed della rassegna stampa compare la prima dichiarazione post-voto: il leader dell’opposizione. Dice che andiamo incontro a un periodo durissimo di repressione delle libertà civili perché il presidente userà il potere a proprio favore. Uhm. Questo leader è lo stesso che accusava il suo principale avversario di partito di essere uno smidollato, e lo ha sfidato a un incontro di boxe per dirimere le loro questioni. Quell’altro ha accettato e dopo 4 round pesantissimi in diretta tv si sono mandati reciprocamente all’ospedale – lui meno danneggiato per cui è riuscito a condurre una campagna elettorale quasi decente facendo comizi con la flebo attaccata. Certe cose è meglio non farle quando si sono superati gli 80 anni d’età, ma insomma, uno non si prende un ruolo nel teatrino della politica se non è disposto a sacrificarsi.
Ah, ecco il presidente. L’ho votato anch’io, simpatica canaglia. Per allestire la sede del propri comitato elettorale ha chiesto il palazzo del Senato, così le attività governative si sono di fatto fermate per un paio di mesi. Ma la spiegazione del fermo l’ha data lui stesso: «Come possiamo prendere decisioni se non sappiamo di avere il pieno appoggio da parte dei cittadini?». Come se non lo sapesse, proprio lui che è il re dei sondaggi e delle ricerche Seo in rete, come la pensino i cittadini – in tempo reale o forse anche prima che i cittadini stessi, immettendo in rete le loro parole chiave, si rendano conto di avere opinioni su certi argomenti.
Nella lista dei feed compare una notizia interessante: in Islanda si è dimessa la portavoce del primo ministro. Conseguenze dell’esplosione della centrale geotermica principale di quella Nazione, costruita da un’azienda russa di proprietà di un parente. Per danneggiare una carriera pubblica basta questo. Quello che sa tutto il mondo, cioè che l’azienda russa ha pagato mazzette pesantissime e che si è aggiudicata l’appalto ai danni di una compagnia giapponese la quale si sarebbe accontentata di una quota del debito pubblico islandese… be’, quella è roba un po’ più da cittadini consapevoli. Cioè da normali abitanti del web.
Intanto è arrivata la conferma dell’elezione del presidente. Con poco più dell’1% delle schede scrutinate, i software di analisi danno una garanzia di esattezza oltre il 99,9%. Il sole sta tramontando, al suo ritmo tranquillo.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Francesco Di Lisa

 

 

condividi su: TwitterTwitter FacebookFacebook