31 – Per chi fai il tifo tu?
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di Guido Tedoldi, 16 giugno 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

31 – Per chi fai il tifo tu?

Cartografia di Maya

I bambini sono davanti allo schermo olografico, stanno rigiocando La Partita per l’ennesima volta. Hanno tutti la maglietta d’ordinanza del Real, perché è così che si fa quando si fa il tifo: si fa in modo che i colori della squadra ricoprano il cuore. Noi adulti siamo meno concentrati sull’evento, però qualcosa coi colori sociali la indossiamo. Io ho la custodia da polso del personal, se fossi in ufficio potrebbe passare per un normale accessorio in colore anonimo, qui è perfettamente in tema.
Oggi finalmente si giocherà la madre di tutte le partite di calcio: Real Madrid-Manchester United, finale del campionato mondiale per club. In campo nel superstadio di Rio de Janeiro ci saranno 22 giocatori tutti classificati tra i primi 50 del ranking mondiale individuale, e un’altra decina saranno in panchina. Non c’è di meglio, oggi come oggi.
Vincerà il Real 3-1, lo sanno tutti. Nelle ultime settimane tutto il mondo non ha fatto altro che giocare questa partita su supporto elettronico, utilizzando il nuovo gestionale Nintendo-Sony. Sul sito web dedicato si possono trovare le registrazioni di circa 230 milioni di partite, e non c’è scampo, i Galacticos sembrano molto più forti. Hanno l’allenatore e 5 componenti del Senegal campione mondiale in carica, e non sembra poterci essere discussione su come finirà. La multinazionale Manchester è una gran squadra, ma non sembra arrivare a quel livello. E poi la società è in vendita, c’è la sensazione che il progetto sia arrivato al termine del suo sviluppo. I proprietari americani hanno comprato a poco più di un miliardo e hanno ricevuto offerte oltre i due miliardi: lo scopo del loro investimento è raggiunto, hanno valorizzato il brand, hanno messo in bacheca quella ventina di trofei che ha accresciuto la popolarità internazionale della squadra, e tra poco potranno passare all’incasso.
Ai bambini non interessa chi siano i proprietari delle squadre, a loro interessa il calcio giocato. Io ho invitato qui a casa alcuni amici per creare contatti con il gruppo russo proprietario del Milan. La conversazione è rilassata, e l’attenzione è rivolta ai bambini che hanno trovato un modo per far vincere il Manchester: gioco duro e Real con in campo i ragazzini della cantera (brasiliani, giapponesi, malesi, e naturalmente nordafricani) invece dei titolari. Il progetto dei russi è portare a Milano tutti o quasi i ragazzi della Nazionale egiziana under 17, di cui si dicono meraviglie dopo che hanno vinto il campionato mondiale di categoria. L’idea starebbe bene con la storia del Milan, che ha avuto il suo periodo olandese nel secolo scorso, con Arrigo Sacchi allenatore, il suo periodo brasiliano, il suo periodo rumeno negli anni oscuri in cui le scommesse rischiarono di far saltare tutto il sistema dello sport mondiale.
Uno degli amici controlla qualcosa sul suo personal, e ci mostra la clip dell’infortunio al portiere del Real avvenuto pochi minuti fa, nel riscaldamento prepartita. «La quotazione in borsa degli indiani ha subito un contraccolpo», dice. Gli indiani proprietari dei Galacticos, che hanno dato quel nome anche alle squadre degli altri sport che posseggono: cricket, Formula 1, basket, baseball. Oggi si corre anche il Gran Premio ippico del Qatar, e anche lì c’è un cavallo Galacticos. Potrà poco contro i 5 supercavalli cinesi, ma intanto è in gara e fa business.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Beatrice Avallone

 

 

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