37 – Roba sui vetri
gravatar
di Guido Tedoldi, 1 settembre 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
Website:
Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

37 – Roba sui vetri

Cartografia di Maya

Il personal emette un suono d’avvertimento: la produzione di corrente elettrica delle mie finestre è scesa sotto la soglia di consumo. Forse è meglio spegnere qualcosa, mi comunica. Lo ignoro. Sono in credito di parecchio con il fornitore elettrico, per cui lascerò acceso tutto, compreso il vecchio condizionatore a pale – se ne avessi uno moderno, a ultrasuoni, potrei risparmiare ed evitare di dover cambiare i filtri ogni mese. Ma mi sta bene così.
La temperatura esterna è di 39,3 °C, ma secondo il personal scenderà sotto i 34 °C entro 44 minuti a causa di un temporale. È quello il motivo per cui le finestre hanno diminuito la produzione di energia. Il cielo è già scuro in lontananza. Ci sono nuvoloni spettacolari. Disattivo i sali colorati nelle intercapedini dei vetri, voglio godermi lo spettacolo dei colori naturali. Sono le 2 del pomeriggio ma è quasi buio. Il colore rosso dei sali di ferro diminuisce rapidamente, i vetri diventano perfettamente trasparenti. No, non ancora: c’è una lieve distorsione verso il giallo-verde dovuta all’olio nebulizzato della pulizia automatica esterna. Disattivo pure quello. Lascerò che sia la pioggia a lavare via lo sporco, per oggi.
Nelle finestre c’è un altro meccanismo attivo: quello che contrasta le microvibrazioni delle lastre e le rende perfettamente silenziose. Di giorno potrebbe non servire, perché Milano non ha un rumore di fondo fastidioso, ma io di solito lo tengo acceso. Mi piace lavorare immerso nei rumori che produco io, ovvero nella quasi totale assenza di suoni – d’altra parte la mia mente ne produce parecchi da sé, e si ascolta meglio se non è disturbata da fonti esterne. Ma oggi voglio ascoltare i tuoni – il personal dice ce ce ne saranno parecchi. L’atmosfera è carica d’energia, e l’azienda elettrica ne raccoglierà una minima percentuale (ma una grande quantità in termini assoluti) sfruttando la nuova centrale catodica collegata con i dirigibili in volo sopra la città.
Il personal emette un altro suono: siamo a meno di 30 minuti dall’inizio della precipitazione. Devo aver attivato il timer senza rendermene conto. Oppure è lui che mi conosce troppo bene, e ha capito che mi sarebbe piaciuto sapere con precisione i tempi. In effetti i temporali saranno 2. Il più veloce ad arrivare è attualmente sulla Brianza, e durerà con varia intensità un po’ di più di 24 minuti. L’altro è attualmente sulla zona dell’Adda, e arriverà in serata. Entro un’ora sarà bombardato con sali nebulizzati per sciogliere la grandine, e questo significa che la precipitazione durerà oltre le 3 ore. La temperatura notturna scenderà sotto i 30 °C, un sollievo per chi se ne starà all’aperto.
Ed eccolo. Il fulmine. Il primo di una serie che non voglio perdermi. Mi piacevano moltissimo, quando ero bambino, e mi piacciono moltissimo ancora adesso che sono un bambino reso esperto dall’età. Tanti ne avevano paura, io no. Mai avuto paura della potenza. Ed eccolo, il tuono. Ancora basso di tono, e non prolungato.
Arriva. Bello. Me lo voglio godere tutto.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Beatrice Avallone

 

 

condividi su: TwitterTwitter FacebookFacebook