38 – Bellezza, bellezza, bellezza
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di Guido Tedoldi, 8 settembre 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

38 – Bellezza, bellezza, bellezza

Cartografia di Maya

La ragazza numero 4 ha madre cinese e padre algerino, uno dei nonni era un pilota automobilistico brasiliano. Ha tratti senza razza definita, la pelle di un colore dorato non definito, i capelli acconciati sapientemente per sembrare una lunga cascata corvina. È bella, non c’è dubbio. Di quella bellezza che fa tendenza oggi nei concorsi di bellezza.
Tra i miei colleghi di giuria non c’è nessuno che la guardi. Sono impegnati con i propri personal, a leggere le note delle concorrenti. Questa ragazza si è laureata a 16 anni a Cambridge con una tesi sulla matematica dei numeri primi, e seguendo le orme del nonno pilota ha partecipato al campionato asiatico affiliato alla Nascar. I risultati delle corse non sono riportati, forse non è granché brava alla guida.
Io cerco di capire se ha un’imperfezione, qualche segno sulla pelle che la faccia sembrare vera. Sembra una elaborazione grafica al computer fatta persona, non ha un particolare che non sia a posto. Sta sfilando con l’abito di uno stilista costituito da un corsetto in metallo liquido che sembra essersi solidificato sulle sue forme e una gonna lunga, anche quella di metallo liquido ma dall’apparenza più ariosa (questo è il linguaggio di una collega di giuria che sta commentando in presa diretta per un sito web – lei sa di metalli liquidi quanto io so di moda, le nostre ignoranze combinate non sembrano produrre niente di buono).
La ragazza numero 5 è italo-maltese, anche lei con laurea conseguita in età precoce, già semifamosa nel mondo dello spettacolo perché ha dato volto e corpo alla protagonista di un gioco elettronico, e delle due serie di telefilm che ne hanno arricchito la mitopoiesi, e del film con i 6 finali aperti, ecc. Niente di tutto questo interpretato da lei, naturalmente: quella nota in tutto il mondo è Ambra Jade Fushima, ovvero il costrutto artificiale creato dall’industria. La ragazza n. 5 (Roberta Flammini dicono le sue note, ma forse è già il suo nome d’arte) avrà il diritto di usare il look di Ambra Jade solo se si farà una narrazione teatrale, ma anche in quel caso non è detto: la produzione potrebbe trovare un’attrice più adatta di lei e renderla somigliante a colpi di chirurgia e manipolazioni estetiche. Oppure, be’, anche in teatro si potrebbe usare un robot – programmandone bene i movimenti per la sola durata dello spettacolo, la resa realistica è garantita.
Due giurati si stanno consultando su quando sarà il turno di sfilata della probabile vincitrice. La numero 17. La più anziana delle partecipanti, di 23 anni. L’unica il cui seno sembra realmente aver bisogno del tessuto per, ehm, reggersi. L’unica che sembra aver bisogno di un trapiantino di cellule staminali per l’unica rughetta che si intravvede ai lati degli occhi. L’unica che usa sfacciatamente le tinture per i capelli (i due colleghi stanno dicendo che forse avrà i colori della bandiera russa, rosso-bianco-blu, per far degno supporto all’abito dorato dello stilista che lavora per suo padre) aggiungendo il tocco dell’artificialità a un concorso che dovrebbe premiare la naturalezza al suo massimo.
«Ti puoi permettere tutto, pare, quando tuo padre è miliardario», dice uno dei due giurati. Mi viene da pensare che ci si può permettere tutto in ogni caso, con padre ricco alle spalle o meno. Ma qui siamo in un ambiente un po’ così. Concorso di bellezza. Devo fare mente locale.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Francesco Di Maio

 

 

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