41 – La sostenibile inesistenza di Dio
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di Guido Tedoldi, 29 settembre 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

41 – La sostenibile inesistenza di Dio

Cartografia di Maya

«Roma capitale del mondo», strillano i titoli dei mass media. Le prime schermate dei motori di ricerca sono tutte occupate da questa notizia – il papa che ha invitato i capi di tutte le religioni per discutere il più grande problema dell’umanità. Dio, cioè. L’entità senza cui nessuna delle religioni del mondo avrebbe senso di esistere.
Mi sovviene uno sbadiglio, anche se lo scenario che ho intorno è grandioso: la superficie di Urano vista da una sessantina di chilometri di altezza, con illuminazione artificiale perché sopra la testa del mio avatar ci sono altre decine di chilometri di una atmosfera pesantissima e di luce solare non è che ne arrivi molta, quaggiù. Tre giorni fa le sonde dell’Agenzia Spaziale hanno notato una zona di movimento rapido, come grosse masse guidate da un’intenzione e non semplicemente dalle forze fisiche. Io e altri colleghi siamo qui per controllare. Per vedere coi nostri occhi la possibile prima forma di vita vivente trovata all’interno del sistema solare.
Il personal mi fa notare un avviso multiplo: c’è chi ha visto una decina di escrescenze sulla superficie, nere sul fondo bluastro complessivo. Potrebbero essere nuvole di idrocarburi aggrappate alla superficie, oppure… proprio loro, gli alieni. Il personal segnala che le dimensioni vanno dai 15 ai 60 metri di lunghezza, 5 di larghezza, 1 di altezza. Ferme. Fermi. Boh, varranno le categorie di genere sessuale, con questi… queste entità?
Un avatar a forma di drago decolla in volo dalla piattaforma sospesa su cui siamo per volare giù a vedere da vicino. Altri avatar fanno commenti salaci, e c’è chi lo segue. Un avatar di forma umana vestito da uomo ragno rimane accanto al mio, pensieroso. Cioè, mi pare, pensieroso. Ha la maschera, le grosse lenti bianche che gli nascondono gli occhi, la posizione di una famosa copertina dei fumetti del secolo scorso. Il mio avatar di forma polipesca gli dedica un paio di tentacoli sensoriali, e lui (o forse lei, che indossa un avatar maschile) se ne accorge. «Buffo, eh?», dice, «noi siamo qua a fare un grande passo scientifico per l’umanità, e quelli giù a Roma parlano di un fenomeno mai provato».
L’uomo ragno è maschio, brasiliano, 94 anni, docente universitario (mi comunica il personal). Allegate alle parole che mi ha detto ha mandato le immagini del discorso un vescovo che hanno fatto discutere: «La religione ha senso come regola per la vita umana. E questo a prescindere dalla dimostrazione dell’esistenza di Dio». Gli invio un’emoticon di gradimento. «Siamo venuti qua fuori anche per trovare dio», dico, «visto che sulla Terra non l’abbiamo trovato». L’uomo ragno conclude il concetto per me: «E non l’abbiamo trovato. Potrebbe essere più lontano, più in là. Ma intanto possiamo fare senza».
Il drago è sospeso a pochi metri d’altezza sopra le forme nere. Sta aggiungendo alcune sonde proprie a quelle dell’Agenzia Spaziale, sulle quali è stata ricostruita la realtà virtuale nella quale stiamo lavorando. Sono nuvole di idrocarburi, secondo i risultati provvisori. Forse non abbiamo trovato gli alieni, ancora.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Francesco Di Lisa

 

 

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