43 – Alta chirurgia in Antartide
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di Guido Tedoldi, 13 ottobre 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

43 – Alta chirurgia in Antartide

Cartografia di Maya

Là fuori la temperatura è di 44,2 °C. Sotto zero. Al, John e Jack ne percepiscono probabilmente meno, perché c’è vento. Al ha la gamba destra amputata, e una protesi al braccio sinistro che potrebbe smettere di funzionare a causa del freddo. John è cieco. Jack è il meno in forma fisicamente del gruppo, ma è quello che può operare Samantha quando la raggiungeranno. E poi ci sono i cani, naturalmente.
Sono una squadra di salvataggio improbabile, ma è quello che c’era a disposizione in Antartide. Samantha è uscita con un gatto delle nevi per fare delle rilevazioni, a pochi chilometri dalla base. Ma s’è persa, non si sa ancora se a causa di un guasto al mezzo o per un cedimento fisico. Aveva con sé il personal, il quale non si è guastato e da quasi 30 ore sta trasmettendo la sua posizione: fermo, in un punto del deserto di ghiaccio. Mezzo mondo sta seguendo l’evento in diretta, e ce l’ha con Jack perché non è andato subito in soccorso quando l’incidente è capitato. Ma Jack è un geologo di 62 anni, era solo alla base, non ha mai condotto in vita sua una muta di cani da slitta. Ha le sue ragioni per non essere uscito. Ha le sue ragioni per aver avuto paura.
Al e John erano fuori ad allenarsi con gli sci. Stanno preparando l’attacco al Polo Sud, seguendo il percorso che fu di Amundsen nel 1911. Amundsen e i suoi ce la fecero in meno di 100 giorni, a quasi 2 secoli di distanza ci si può impiegare forse la metà del tempo. Jack li ha avvertiti, i due sono rientrati alla base, hanno preparato i cani, sono partiti.
Jack qualche esperienza in campo medico ce l’ha: quando si è iscritto all’università voleva diventare dentista. Poi i casi della vita e una certa ragazza dai capelli rossi (la quale non si ricordava nemmeno di essere stata sua compagna di corso – ha ammesso quando è stata invitata a parlare in chat televisiva mondiale) lo hanno indotto a specializzarsi in geologia.
La missione di salvataggio prevede l’allestimento di una tenda per operazioni chirurgiche, e l’utilizzo di alcune strumentazioni che Al si porta nella protesi della gamba. Se ci sarà da operare, Jack sarà assistito telematicamente da un team del policlinico di Buenos Aires. E sperano tutti che il satellite geostazionario che garantisce le comunicazioni possa aprire un canale abbastanza veloce. Intanto le immagini che invia sono confuse. La scansione del territorio non ha rivelato nulla riguardo la posizione da cui il personal di Samantha trasmette. Solo una distesa di ghiaccio bianco sotto un cielo bianco, spazzata da vento che trasporta ghiaccio nebulizzato.
Sembra di assistere a un film, ma sta succedendo davvero. È l’avventura che sta tenendo inchiodati agli schermi coloro che hanno ancora un cuore. Samantha ha 48 anni, insegnava matematica a Baguio, alla scadenza del contratto ha risposto ad alcune inserzioni di lavoro. Poteva andare a insegnare matematica a Tunisi, ma quelli dell’Antartide la pagavano di più.
Il satellite s’è impallato. Nell’ultima mezz’ora siamo stati collegati in 162 milioni, e il canale non ha retto.
L’hanno trovata. La trasmissione non proviene dal satellite di Buenos Aires bensì da una web tv cilena che ha spedito apposta un dirigibile. Samantha è viva. Il motore del gatto delle nevi si è guastato, e lei si è costruita un igloo, come le hanno insegnato al corso prima di spedirla al polo. Per quello non la si vedeva dal satellite.
Jack non l’ha dovuta operare, dopotutto. Anche perché avrebbe semmai avuto bisogno lui di assistenza medica: si è congelato due dita del piede destro: nella concitazione di organizzare la missione, è uscito con gli stivali sbagliati.
Ci faranno un film, su questa storia.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Francesco Bertalli
 
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