47 – Terremoto
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di Guido Tedoldi, 10 novembre 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

47 – Terremoto

Cartografia di Maya

Il Modello 314 è un robot ottopode. Disponibile in varie dimensioni, ma quella più utile in caso di terremoti ha una capacità di intervento sferico di un metro, pur riuscendo a infilarsi in pertugi di 10 centimetri di spessore. Questo è quanto mi comunica il personal, e alla mia parte razionale queste informazioni sembrano interessanti. Alla mia parte emotiva, però, ma al momento mi interessa di più che Mo314 riesca a tirar fuori vive le persone che abitavano nel palazzo dove aveva sede il mio ufficio.
Terremoto a Milano, quando mai si è sentito… La pianura padana ha tanti difetti, ma per la conformazione stessa del suo sottosuolo, che assorbe in pratica qualsiasi smottamento, non si è quasi mai verificato un terremoto, qui. Cioè, lì. Invece la scossa è arrivata, e nel momento della confusione attonita non sono più importanti le notizie che vengono dai paesi vicini, dalle altre città che hanno subito danni. Conta soltanto qui e ora. Conta soltanto che Mo314 riesca a sollevare le lastrone di cemento (ce la fa fino a 2 tonnellate, se riesce a trovare l’appoggio giusto). Secondo i sensori a infrarossi, ci sono 22 persone in vari luoghi dell’ammasso di macerie. Alcune non danno segni di vita per quanto il loro corpo emetta ancora calore. Altre sono ferite. Solo una ha abbastanza spazio per muoversi e lo fa, ma non ha modo per mettersi in contatto tramite personal oppure è troppo sotto shock per riuscire a pensare di farlo.
A poche decine di metri il palazzo di una banca è ancora parzialmente in piedi, perlomeno a giudicare dalle strutture sterne che sembrano integre fino al tetto. All’interno, non so, ma potrebbe essere collassato tutto addosso al caveau. Lì i robot al lavoro sono 2, umanoidi. Sembrano lavorare lentamente, cautamente – d’altra parte l’andatura bipede non li favorisce nel trovare appoggi adeguatamente saldi. Ma non ho la voglia di seguirli adesso. Mo314 si è infilato sotto un lastrone, dietro il quale i suoi sensori di campo elettromagnetico hanno individuato uno spazio libero di 20,37 metri cubi. Appena potrà accendere le telecamere vedrò qualcosa anche sul mio personal. Giusto per capire come procedere. Quando lo sapremo, tratteremo con i vigili del fuoco. Persone rimaste sotto le macerie non sono soltanto qua.
Mo314 non è un robot per le emergenze telluriche. Il suo software non è adeguato a rispondere a ogni stimolo come fosse un’intelligenza artificiale. Di solito lo impieghiamo in fabbrica, dove gli viene inserita una scheda apposita per ogni singolo lavoro debba fare. Così diventa molto veloce, molto utile, infaticabile. In questo contesto agisce in maniera rudimentale. I due umanoidi della banca sembrano avere un livello di comprensione molto maggiore. Probabilmente in condizioni normali lavorano come fattorini, e sono in un contesto di contatto con il pubblico.
Il personal emette un richiamo. Schermo acceso. Lo spazio in cui si trova Mo314 sembra l’ingresso alle cantine. Mi aspettavo fosse almeno 3 metri più sotto, ma forse mi sbaglio. I senso elettromagnetici registrano due presenze, forse persone, dietro una delle pareti. C’è una decisione da prendere.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di NAYEEM

 

 

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