53 – Buon natale correndo su una lama
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di Guido Tedoldi, 22 dicembre 2011
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

53 – Buon natale correndo su una lama

Cartografia di Maya

Il sax parte per l’ennesima volta, e per l’ennesima volta la musica di Vangelis mi commuove. Rick Deckard è sempre più sul crinale tra l’umano e il replicante, e Rachael… cribbio lei come come può essere così bella e al contempo così macchina, seppur con quegli innesti di sostanza organica così affascinanti, così umani.
La versione di Blade Runner che sto guardando, secondo i metadati trasmessi dal mio personal, è la 16ª su cui ha messo le mani Ridley Scott, un’ottantina di anni dopo aver mandato nei cinema la prima edizione nel 1982 e attingendo a piene mani nel materiale di mitopoiesi che milioni di giocatori hanno apportato alla sua storia. In questo cut il detective Gaff non si limita a lasciare origami nei vari posti in cui la coppia Deckard/Rachael si nasconde (lasciando così pensare che sappia perfettamente dove si trovano in ogni momento) ma addirittura li dissemina lui in giro come a guidarli verso i vari nascondigli. E allora, Gaff, cosa sei: il poliziotto cattivo che agisce per un servizio deviato allo scopo di uccidere gli eroi impedendo la loro fuga, o l’uomo onesto che condivide il sogno di un mondo migliore?
Da molti anni a Natale mi riguardo questo film, le domande che pone sulla natura umana… che non sono le stesse che si pongono in altri posti o in altre chiese. Non sono da solo, naturalmente. Una scoperta che si è fatta con lo sviluppo del web è che non si è mai soli: da qualche parte nel mondo qualche altro pazzo affine a te lo trovi. Condividete la stessa nicchia, fate parte della stessa comunità mentale. In altre epoche sareste stati reciprocamente soli, perché le comunicazioni erano quelle che erano e ci si poteva sentire soli anche abitando città da milioni di persone.
Della mia nicchia fa parte Secret, che una volta lavorava in una scuola e adesso è il più grosso collezionista planetario di fan fiction sui Tre Moschettieri. Lui starà leggendo, vediamo… Il Visconte di Bragelonne, se calcolo giusto i suoi tempi di lettura. Lo fa ogni anno di questo periodo, per ritrovare se stesso.
Della mia nicchia fa parte anche il Coach, che un giorno lesse La Notte Che Bruciammo Chrome e fece la stessa scoperta di William Gibson: ossia che non stava vivendo nella stessa epoca in cui si trovava il suo corpo bensì parecchi anni avanti, e che gli sarebbe bastato rimanere fermo e lanciare qualche segnale, per far sì che tutto il mondo si dirigesse nella sua stessa direzione. Non ce ne sono altre compatibili con la matura umana, del resto. Il mahatma Ghandi sarebbe d’accordo… cioè, sarebbero d’accordo, sia quello originale sia quello che ha assunto il suo stesso nickname.
Altri della nicchia stanno forse rileggendo Husserl, o meditando su un goban riempito solo a metà di pietre e per il resto capace di mostrare un mondo in divenire.
Il sax smette di suonare, nella successione del film, ma il mio personal sa cosa fare: ricominciare la musica di Vangelis come se scaturisse dall’ambiente stesso. Un eterno ritorno, ma pensieri che vanno più in profondità.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di NAYEEM

 

 

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