57- Esoscheletri e nuvole
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di Guido Tedoldi, 27 gennaio 2012
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

57- Esoscheletri e nuvole

Cartografia di Maya

La tuta da palestra che indossa è minimale: la superficie è di un colore grigio metallico non modificato da ologrammi di muscoli inesistenti. D’altra parte ostentare i muscoli sarebbe fuori luogo per uno come lui, che ha più di 120 anni d’età e usa l’esoscheletro per migliorare la postura. Tra qualche minuto, quando il software della tuta avrà imparato come gestire alcuni suoi movimenti deboli e scorretti, potrà cominciare la seduta d’allenamento quotidiana.
Naturalmente non avrebbe bisogno della tuta, adesso, se si fosse portato avanti con il lavoro negli anni scorsi. Fu agli inizi del XXI secolo che lo yoga divenne una sorta di mania popolare, prima negli Usa e poi nel resto del mondo. Ogni palestra di fitness, di pilates, di qualsiasi disciplina trendy – aggiunse anche lo yoga alla sua offerta. O qualcosa che sembrasse yoga, o stretching, o ginnastica dolce. La percentuale di obesi non cambiò di molto, ma nella percezione comune si fece strada l’idea che l’età avanzata non dovesse necessariamente essere una lunga pena fisica.
L’insegnante gli si avvicina, e connette il personal alla sua tuta. Inserisce la scheda degli esercizi di oggi. Prima camminata, poi corsetta, poi esercizi di allungamento muscolare. Soprattutto nella zona lombare, che serve per la postura, e poi specifico per lui il movimento tai chi chuan del braccio destro, quello che si è rotto cadendo in casa. Lo vedo un po’ a disagio, i primi tempi può essere straniante indossare un vestito che si muove quasi per volontà propria, obbligando il corpo a eseguire certi movimenti e non quelli consueti. Il vantaggio che ne consegue è però immediatamente visibile. Come era ai tempi degli occhiali: prima la visione era confusa e imbarazzata, poi paf, si metteva la lente e il mondo diventava tutto nitido e luminoso.
Il mio personal suona un avvertimento. Sta arrivando un altro cliente. Questo è un ciclista professionista, per lui abbiamo preparato una divisa da gara specifica per la postura a cronometro. Lo tiene un po’ più basso sulla sella rispetto alla sua postura, questione di pochi millimetri ma importante per l’aerodinamica. Respirerà un po’ peggio, a causa della maggior contrazione dei muscoli addominali rispetto ai dorsali, ma i suoi tecnici hanno valutato un vantaggio di alcuni decimi di secondo al chilometro nei tratti rettilinei da affrontare a velocità piena. Il disagio è giustificato, perlomeno nella loro percezione di professionisti.
Naturalmente il cliente non potrà indossare questo esoscheletro in gara, perché in quel contesto dovrà essere alla pari con i concorrenti e non tutti si possono dotare di esoscheletri come quelli che facciamo noi. Ma indossarlo in allenamento è già importante: mostra dei picchi di prestazione che possono essere raggiunti. Poi i record sono fatti per essere battuti, come sempre, e in futuro anche un atleta con meno talento e senza nessun tipo di supporto chimico o tecnologico riuscirà a ottenere prestazioni che oggi possono sperare solamente i grandi. È il mondo che va avanti, ed è bello così.
 
[Guido Tedoldi]
 

@ Foto di  NAYEEM

 

 

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