Il passato che non resta (14)
gravatar
di Giovanni Peli, 19 aprile 2012
Nome: Giovanni
Cognome: Peli
Website:
Bio: Giovanni Peli (Brescia 1978) cantautore e poeta bresciano, autore di testi teatrali e librettista. La sua ultima fatica letteraria è il poemetto "Il principe, il bibliotecario e la dittatura della fantasia" uscito nel 2008. Il suo nuovo album "Tutto ciò che si poteva cantare" è uscito il 6 febbraio 2012 per Kandinsky Records.

Il passato che non resta (14)

Nuovi inediti

 

Mai più vicini di così
 
Ci siamo ritrovati per un disguido
all’albergo “La lucciola”
con gli occhi in due ad ingrandire
i confini del piatto
così ci vedo dentro Parigi
e tutto riguarda Laura
fare insieme a palle di neve,
socchiudere la porta alla mattina.
Papà che adesso mi sei di fronte
con quelle dita che parlano più della bocca
che hanno sempre accarezzato tutto
anche gli aghi dentro le macchine
e tu eri il mago perché uscivano le calze
“rocche, filati, traforato, lana, cotone”
erano le tue formule magiche.
Oggi per un disguido insieme
parliamo delle novità: che il caffè fa bene al fegato,
che il cioccolato fa bene alla pelle,
che i bambini di mio fratello stanno bene.
Tu che mi hai detto tante volte “Hai fatto bene”
che mi hai insegnato a guardare le stelle
che conosci più misteri che parole.
Ci salutiamo con l’ironia che ci salva.
Tu scendi in città, io vado ad abbattere con gli occhi le pareti
senza credere né allo spazio né al tempo
ma al senso della vita
stasera in un abbraccio.
 
 
Senza vergogna
 
Anche se ci sono onde
che si ghiacciano e dicono no
di fronte alle tue dita veloci
sulla tastiera senza vergogna
e a due cose che combaciano bene
tu scrivi che il tuo amore è uno schermo
scherzo in milioni di colori
come queste onde intrappolate
che si esaltano gli psicologi
io prego ancora e non ci credo
perché la pena è dolce pena
e mi ghiaccio e piango ghiaccio
per avere le tue labbra
sulla mia bocca.
 
 
Giorno
 
Piangerebbero iride le nuvolette
in questa camera chiusa con dentro
il suo freddo mentre impariamo
a declinare le ore del giorno.
Nel vuoto sempre più arrossito
basta chiedere per essere felici
essere l’ombra che si allunga
disegnata a quest’ora sul cemento
mentre si aspetta il male che non viene
quando il cielo dura meno di un giorno.
 
[Giovanni Peli]
 
@ foto di Giovanni Marrocco
 
Se vuoi ascoltare il nuovo single e vedere il videoclip di Giovanni Peli, clicca qui.

Se vuoi comprare Il principe, il bibliotecario e la dittatura della fantasia di Giovanni Peli, clicca qui.

 

 

condividi su: TwitterTwitter FacebookFacebook