71 – Il computer nel tatuaggio
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di Guido Tedoldi, 11 giugno 2012
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

71 – Il computer nel tatuaggio

Cartografia di Maya

La situazione è tatticamente chiara: a sinistra c’è la mischia ingaggiata, e metà dei giocatori in campo sono impegnati a contendersi la palla lì. Dietro la linea della palla ci sono i nostri di Milano, 4 in linea a 3 metri l’uno dall’altro pronti a prendere l’ovale e correre verso la meta. Di fronte, la difesa di Munster, squadra irlandese campione in carica. Anche loro aspettano che l’ovale esca dalla mischia, e difenderanno soltanto se lo vedranno con sicurezza nelle nostre mani – altrimenti si trasformeranno loro in attaccanti. Tutto questo lo stiamo vedendo in diversi milioni di persone come se fossimo lì sul campo, come se invece di guardare da una telecamera guardassimo dagli occhi di Thomas Bollesan, il nostro capitano.

Be’, ok, quasi lo stiamo facendo, di guardare dai suoi occhi. La telecamera ce l’ha all’interno di un tatuaggio tribale maori che si è fatto fare in Nuova Zelanda, quando è andato a giocare nel torneo delle Provincie dell’emisfero sud. Sotto il tatuaggio ci sono l’obiettivo, il chip di funzionamento e un alloggiamento per la memoria di alcune decine di Giga Byte. Tecnicamente è una microtasca in pelle, realizzata a partire da una coltura di laboratorio delle sue stesse cellule; per chi non vuol sapere i particolari, è un callo che si è fatto crescere sulla fronte, quasi nel centro esatto delle sopracciglia.
L’immagine che la telecamera umana Bollesan rimanda non traballa, si muove soltanto ad altissima velocità. E il segnale televisivo non subisce tracolli o oscuramenti anche di pochi millesimi di secondo, come succede alle telecamere che vengono sballottate nel mezzo di un’azione di gioco: qui c’è banda a sufficienza per non perdersi nemmeno un fotogramma ad altissima definizione. Lo stipendio da giocatore non glielo paga la franchigia bensì il network televisivo, ma ogni sua partita diventa un evento. Sembra di essere lì, prendersi i colpi degli avversari, darne, correre, essere afferrati da energumeni terrificanti e atterrati senza rispetto.
Lo sport a un livello superiore di spettacolo, lo hanno definito. Per i puristi della tattica rugbystica è una perversione, perché dalla testa di Bollesan non si vede quasi niente di quanto succede in campo. Ma per risolvere questo problema basta connettersi a una tv normale, con le sue telecamere disposte sul campo in posizioni strategiche. Quello che amano i fan di Bollesan è l’impressione di immersione nel gioco. L’evoluzione dello sportivo da divano, che può dire di essere più «dentro» la partita di quanto siano gli altri tifosi, e non gli importa realmente di sapere le tattiche e le astuzie tecniche, preferisce la lotta e i colpi.
Ed eccola qua, l’azione! L’ovale è uscito dalla mischia, ma tracolla e scivola sul terreno. Con la coda dell’occh.. no, della telecamera… Bollesan vede il passaggio e si butta a raccoglierla. L’immagine si agita di brutto, si intuisce che qualcosa di gigantesco lo ha colpito alle spalle (dalla tv normale si vedono due del Munster che afferrano Bollesan non soltanto per le gambe, ma anche per la schiena… anche se si capisce che preferirebbero agire direttamente sulla sua spina dorsale fratturandola in numerosi punti). Ma Bollesan resiste, si divincola, si gira, comincia a correre. Davanti a sé ha una prateria libera fino all’area di meta, al termine della quale c’è una curva con 20˙000 tifosi pronti ad accoglierlo a braccia aperte. Dalla telecamera sulla fronte sembra una meta già fatta, ma da quelle di campo si vede un difensore irlandese in arrivo. È grosso il doppio di Bollesan, però, e questo lo frega: anche la telecamera sulla fronte percepisce un’ombra che arriva e la corsa del nostro capitano diventa una danza. Scarto, controscarto, salto. L’irlandese deve rallentare. Un istante solo, sufficiente. Il capitano segna la meta. Tutti in piedi sul divano!
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Giovanni Marrocco  

 

 

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