73 – Il sole Oled che mi ripara le ossa
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di Guido Tedoldi, 12 luglio 2012
Nome: Guido
Cognome: Tedoldi
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Bio: Guido Tedoldi era un operaio, è stato un giornalista sarà un intellettuale del web.

73 – Il sole Oled che mi ripara le ossa

Cartografia di Maya

 

Lo studio di Klaus è spartano, tutto l’arredamento è al centro: una scrivania, la sua poltrona ergonomica e due sedie di stile minimale. Sulla scrivania il dock per la generazione dello schermo olografico del computer. Verso le pareti non c’è niente. Non uno scaffale, non una mensola. Le pareti stesse sono concepite per emettere luce, e niente disturba il loro compito.
«Bello eh?», mi dice, «Sir Jonathan non avrebbe saputo fare di meglio». Il Jonathan è Ive, colui che all’inizio del secolo lavorava alla Apple ed era riconosciuto come il miglior designer al mondo. Il Klaus con cui sto parlando è Posterman, che alla Apple non hanno chiamato mai nonostante sia riconosciuto, oggi, il miglior designer al mondo. E nonostante lui si ispiri a Jonathan e al suo minimalismo delle forme e pulizia dei significati – al punto da aver preso il vezzo di farsi chiamare solo per nome, omettendo il cognome (che non è nascosto e tutti possono conoscere, ma soltanto se scavalcano le barriere innalzate dall’ufficio stampa).
Ma io non sono qui per vedere l’ufficio. Lo conosco già. Klaus ha disegnato un nuovo prodotto, ed eravamo d’accordo che me ne avrebbe mostrato dei prototipi. «Aspetta», dice, «ce lo stanno portando. Intanto scusa ma è meglio se cambio un po’ le condizioni di luminosità ambientale». Fa volare le mani sullo schermo olografico del proprio personal, che è un computer contenuto in quattro anelli che ha sulle dita – disegnati da lui stesso e non in commercio perché ancora troppo costoso. Le pareti cambiano l’emissione del colore, la loro luminosità diventa calda come quella del sole, come d’altronde è se si analizza lo schema delle emissioni elettromagnetiche. Su una delle pareti compare una cornice, come se ci fosse una finestra… e lo sarebbe, se lì ci fosse effettivamente uno spazio aperto nel muro; invece è l’immagine delle telecamere di sicurezza che riprendono l’esterno di questo edificio.
Non so se irritarmi o compiacermi di questi giochini da ingegnere che fa Klaus. Forse sta cercando una sorta di linguaggio comune con me, io che nelle meraviglie tecnologiche ci sguazzo.
Finalmente entra il suo assistente. Un ragazzo atletico, alto quasi 2 metri, vestito con t-shirt e pantaloncini come se si preparasse a una corsetta. «Lo vedi?» domanda Klaus. Gli rispondo che non è difficile vedere un uomo alto 2 metri. Klaus sbuffa, «ma no, l’oggetto, dai…», dice lui, e indica il braccio sinistro del ragazzo. Io vedo pelle abbronzata e le curve dei muscoli sotto di essa… e accidenti, sì, lo vedo adesso!
«Una volta si metteva il gesso a chi si fratturava le ossa», spiega Klaus, «il nostro prodotto è flessibile e così sottile da essere quasi invisibile. Riproduce il colore della pelle, adattandolo a quello della persona che lo indossa. E all’interno c’è lo schermo oled ad alta intensità, tipo quello che riveste le pareti qui dello studio ma molto più carico di radiazione, così che la vitamina D e gli altri medicinali possano fissarsi nello scheletro e facilitare il processo di autoriparazione. Ogni frattura si risana in 120 ore al massimo di esposizione continua. Anche meno se c’è l’intervento chirurgico».
Klaus invita il ragazzo a togliersi la protesi, e lui semplicemente se la sfila. Come fosse un manicotto di tessuto. Ciò che è, insomma. E quello che vedo sotto mi lascia senza parole. Il ragazzo ha una cicatrice lunga 10 centimetri che percorre l’ulna. Sembra recente.
Klaus intercetta il mio sguardo ammirato. Io intercetto il suo sguardo soddisfatto. La sua vita professionale si condensa in questi momenti, quando diventa evidente a tutti che ha fatto un buon lavoro.
 
[Guido Tedoldi]
 
@ Foto di Batsceba Hardy
Batsceba Hardy è un'artista dell'irrealtà. Risiede (momentaneamente) a Berlino – UrbanGallery Milano (via delle Foppette 2) ospita per tutto il mese di luglio la sua mostra 'Berlino istantanee'
www.batscebahardy.com

 

 

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