Dialoghi con i librai # 2
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di Mario Schiavone, 11 aprile 2013
Nome: Mario
Cognome: Schiavone
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Bio: Mario Schiavone è nato ad Aversa nel 1983. I suoi racconti sono apparsi su Nazione Indiana, Neobar e Poetarum Silva. Un suo scritto è stato scelto per l’edizione 2011 della rassegna teatrale “L’arte del racconto” curata da Massimiliano Palmese. A maggio 2011 è uscita la sua prima opera narrativa: "Binario 24" per Epika Edizioni. Di solito cammina con la testa per terra e i piedi su per il cielo, ma fare il bucato gli riesce da dio.

Dialoghi con i librai # 2

Tour delle librerie indipendenti

Con questo reportage pubblichiamo la seconda di una serie di interviste che ci porteranno a dialogare con diverse librerie indipendenti sparse sul territorio italiano. In questo numero abbiamo intervistato due figure davvero originali nel panorama editoriale: Ugo e Tiziana Di Monaco fratelli e titolari della Libreria indipendente “Spartaco” di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). I due, prima che librai, sono anche i fondatori della Casa Editrice Spartaco.

 
Da quanti anni fate questo lavoro, come avete cominciato e perché?
Editori da diciotto anni, siamo librai da sei. Aprire non è stato semplice, significava mettere radici in un territorio difficile, da cui avevamo sempre pensato di dover andare via. E, invece, dopo quel 29 dicembre 2006, quando la Libreria Spartaco ha aperto i battenti in via Martucci a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, è stato chiaro che le soddisfazioni ci avrebbero ripagato dei sacrifici, in termini di tanti buoni amici conosciuti, di incontri impagabili con scrittori contemporanei, di momenti magici trascorsi in silenzio, davanti gli scaffali, ad allineare i dorsi dei volumi che hanno contribuito a renderci ciò che siamo. Sopravvivere non è facile ma, soprattutto di questi tempi, per chi lo è? Finché ce la facciamo noi resistiamo, ora non vogliamo che queste radici secchino.
 
Cosa manca alle librerie indipendenti italiane per sopravvivere alla crisi?
Ci vorrebbero più lettori romantici. Quelli che si ritagliano un po’ di tempo a settimana per starsene in mezzo agli scaffali a cercare un libro. Quelli che non si accontentano degli sconti offerti dalle grandi catene o dai supermercati, e pretendono un rapporto vero con il proprio libraio, fatto di suggerimenti, consigli e perfino di sfide a colpi di citazioni. Quelli che ti portano i ritagli di giornale perché sanno che solo tu potrai procuragli quel libro difficile da reperire attraverso i soliti canali distributivi. Quelli che vengono con taccuino e matita e si segnano i titoli dei libri che chiederanno in regalo per il compleanno o in un’altra occasione.
E invece ci sono tante persone, per carità brave persone, che quando sentono che fai il libraio sospirano: il sogno di una vita! Peccato che poi non abbiano mai abbastanza tempo per leggere. E dunque non frequentano le librerie indipendenti. Oppure ti dicono: i libri sono noiosi, il poco tempo libero che ho non lo impiego certo leggendo. E dunque non frequentano le librerie indipendenti. Oppure decretano: i libri costano troppo. E dunque non frequentano le librerie indipendenti.
Ecco, ci vorrebbero più lettori romantici, quelli che non delegano a certe politiche culturali (inconcludenti e inefficaci) l’affermazione del proprio sacrosanto, personale diritto alla lettura.
 
Cosa hanno fatto i grandi editori dopo la Legge Levi. È servita davvero quella legge?
La Legge Levi, tesa a disciplinare la materia di sconti librari, tocca solo un aspetto del problema, che è rappresentato dalla concentrazione dell’intera filiera editoriale – dalla produzione alla distribuzione e alla vendita finale dei libri – nelle mani di pochi, forti gruppi. Per poter far sentire anche la nostra voce di piccoli editori, abbiamo aderito all’Odei, l’Osservatorio degli editori indipendenti che intende dire la sua su questioni rilevanti.
 
Parlateci di due libri che vi hanno fatto scoprire la lettura.
La rilettura dei classici è una scoperta continua. La lettura di autori contemporanei è una riscoperta continua. Due autori per i tanti che amiamo: Alexandre Dumas e Italo Calvino. Se una notte d'inverno un viaggiatore ci ha ispirato per l’insegna della libreria.
 
Un libro, se esiste, che non vendereste mai a un cliente.
Ognuno è libero di leggere se vuole, ciò che vuole, quando vuole.
 
Oltre che librai, siete anche editori indipendenti. Avete partecipato, in diverse edizioni, sia al Salone del libro di Torino che alla Fiera della Piccola e Media editoria di Roma. C’è chi dice che gli editori indipendenti non sono più quelli di una volta. La domanda precisa è: cosa direste, da editori e da librai, se vi ospitassero anche in tv per parlare di libri?
Diremmo ciò che diciamo anche a telecamere spente: Spartaco ha una precisa linea editoriale. Pubblichiamo solo libri che ci piacciono, libri in cui crediamo e per i quali siamo disponibili a investire il nostro budget annuale. Siamo convinti che i nostri autori abbiano qualcosa da dire, da spiegare, da farci capire, e l’affetto che riscopriamo durante le Fiere di Torino e Roma da parte dei lettori ci riempiono di orgoglio. Dal 2009, oltre agli stranieri, la collana di narrativa Dissensi si è aperta agli scrittori italiani: in pochi anni sono diventati il nostro fiore all’occhiello.
 
L’incontro più bello che avete fatto in libreria: quale poeta, scrittore o intellettuale vi è rimasto nel cuore?
Per evitare che poeti e scrittori possano offendersi, scegliamo un attore: Mariano Rigillo. Ci parlò del suo rapporto con i libri, partendo dalla stilografica che portava nel taschino. Una storia affascinante. I fortunati che c’erano rimasero incantati.
 
Cosa pensate dell’editoria elettronica?
Da editori pensiamo che possa essere un’opportunità per raggiungere quei non-lettori che però sono appassionati di elettronica. Da librai pensiamo che il libro sia insostituibile.
 
Cosa fareste per incentivare ancora di più la lettura in Italia?
Non ‟cosa fareste”, ma ‟cosa fate”… In libreria lavoriamo a stretto contatto con i bambini delle elementari e i ragazzi delle scuole superiori e ci fidiamo di loro. Il piacere di leggere va trasmesso, coltivato e noi ci proviamo.
 
Cosa direbbe Giangiacomo Feltrinelli di questa Italia?
Di questa Italia non sappiamo, ma ci farebbe piacere se dicesse: ‟I libri di Edizioni Spartaco? Però!…”.
 
 
[Mario Schiavone]
 
 
Nella foto la libreria Spartaco. © Libreria Spartaco
 
Se vuoi leggere il "Primo dialogo con i librai" del tour di Mario Schiavone, clicca qui.
 
Se vuoi comprare Binario 24 di Mario Schiavoneclicca qui.

 

 

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