Il re nano, la strega rossa e la pentola magica
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di Pasquale Vitagliano, 16 maggio 2013
Nome: Pasquale
Cognome: Vitagliano
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Bio: Pasquale Vitagliano è poeta, giornalista e critico letterario. Scrive per diverse riviste nazionali. Nel 2006 ha curato l’Antologia della Poesia Erotica Contemporanea (Atì Editore), nel 2009 ha pubblicato la raccolta di poesie Amnesie amniotiche (Lietocolle editore). Nel 2012 è uscito il suo primo romanzo "Volevamo esser statue" Eumeswil editore.

Il re nano, la strega rossa e la pentola magica

Le cose di tutti i giorni nascondono segreti

C’era una volta un re nano che viveva in un regno molto vicino. Un giorno chiamò tutti i sudditi intorno alla sua tavola per una cena, cosa che si ripeteva regolarmente ogni volta che aveva un annuncio importante da fare. In quelle occasioni la cena veniva preparata dal re stesso con una pentola magica che, oltre a cucinare dei succulenti piatti, aveva la proprietà di creare armonia e amore tra i commensali così che accettassero ogni novità del re, buona o cattiva che fosse. I commensali mangiavano, con loro c’erano numerose e belle damigelle, intorno alla lunga tavola ballavano e il re stesso spesso e volentieri cantava.

Questa volta il re doveva annunciare due notizie, una cattiva e una buona. La prima era la morte del suo più fido consigliere, il cardinale Gobboe la nascita di una nuova nipotina.
Da secoli i proci del vicino regno di Dem ambivano a possedere quella pentola. Avrebbe portato la pace e l’allegria tra loro. Nel Regno di Dem infatti più di sette principi si contendevano con le armi il regno gettando nella tristezza il loro intero popolo. Nel regno di Dem si banchettava e ci si univa in armonia e amore una sola volta all’anno. E ciò era triste. Tristissimo.
Allora i proci di Dem si rivolsero alla strega rossa del Monte Dike. Questa una sera si trasformò in una zanzara e si intrufolò a Palazzo, si impossessò della pentola magica e fuggì, ma essendo troppo pesante dovette mutarsi in un grosso cane. Quando il re si accorse della scomparsa della pentola magica andò su tutte le furie: “Come farò per le mie feste?” – senza quella pentola l’armonia e l’amore nel suo Palazzo sarebbero terminati. Chiamò immediatamente i suoi sudditi più fidati, Angiolino, alto, scemotto ma fortissimo, e Renatino, furbo e scaltro ma più piccolo del re nano, e li incaricò di riportare il maltolto nel più breve tempo possibile. Angiolino e Renatino partirono all’istante, cominciarono a seguire le orme del cane e, cammina, cammina, arrivarono nei pressi di una gola molto stretta. La strega malvagia, che li stava aspettando, prese un sassolino lo mise nella pentola e lo scagliò nella gola e d’un tratto il sassolino si trasformò in un macigno gigante, che ostruì completamente il passaggio. Angiolino, che era anche il più forte del regno, disse: “Ci penso io” e in pochissimo tempo scavò un’enorme buca sotto il macigno, cosicché il masso vi sprofondò dentro.
La strega rossa prese allora la pentola, la fece roteare in aria e scappò via appesa al manico. Ma Angiolino e Renatino non si arresero, proseguirono la loro ricerca finché giunsero nei pressi del ruscello che nasceva dalla rupe su cui era arroccato il palazzaccio della strega. Come fare per giungere sin lassù? Renatino che era il più sveglio del regno, notò sulle sponde del ruscello una pianta chiamata pianta retromarcia, e pensò alle parole che ripeteva sempre suo nonno Bettino: se alla pianta retromarcia sfili la calza, il ruscello verso la sorgente avanza. Cominciò allora a grattare il muschio che aveva attecchito sulla pianta retromarcia, ed ecco che il ruscello prese a scorrere all’indietro. Dunque saltarono su un tronco cavo e risalirono il pendio sorprendendo così la strega e strappandole di mano la pentola magica.
Non persero tempo e tornarono dal re nano con la pentola magica. Finalmente venne preparata la cena.
Alla fine della serata il re si alzò da tavola e disse: “Signori commensali, miei cari sudditi l’annuncio che vi voglio dare è questo: è nata la mia nuova nipotina, si chiamerà Giulia. E sicuramente sarà la mia prediLETTA.” Fu una cena memorabile a cui seguirono tre giorni di grande festa. E Angiolino e Renatino furono nominati senatori a vita del regno.
[Pasquale Vitagliano]
 
@ Foto di  Sabrina Minetti
 
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