Danze illiberali
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di Giuseppe Casa, 13 giugno 2013
Nome: Giuseppe
Cognome: Casa
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Bio: Giuseppe Casa, scrittore, ha publlicato fra gli altri: Veronica dal vivo (Transeuropa 1998 - Baldini Castoldi Dalai 2004), La notte è cambiata (Rizzoli 2002), I persecutori (Transeuropa 2006), Pit Bull (Nuovi Equilibri 2007).

Danze illiberali

Stardom

Sono un fanatico della New Wave perché ho capito che questa categoria musicale mi appartiene, appartiene alla mia anima punk che esprime cupezza, malinconia e rabbia. L’anima come specchio della realtà, e se vogliamo essere onesti cos’altro si può esprimere meglio al giorno d’oggi. Il mondo è buio. E questo è quello che fanno gli Stardom nella loro seconda e decisiva prova, esprimono il mondo. In termini di capacità liriche e pura abilità compositiva raggiungono un nuovo vertice di professionalità, dopo l’ottimo esordio di Soviet alla Moda. Danze Illiberali riflette emozioni oscure e parla di persone che si sentono smarrite o sono in conflitto con loro stessi e col mondo. Niente di nuovo, sembra, ma la produzione è fresca, innovativa, paranoide, e i suoni sono compatti, monolitici e davvero attuali. Gli echi dei maestri della New Wave italiana ci sono tutti, dai CCCP ai Diaframma, ma il synt-pop di Basso Consumo ha il respiro melodioso dei migliori Psychedelic Furs, impreziosito da un uso inconsueto del sassofono pervaso da una cupa inquietudine. Anna di notte e Colonia Penale evocano le atmosfere ombrose e drammatiche degli Interpol di Turn on the Bright Lights, trame di riff ipnotici e reiterati, ma anche shoegaze e psichedelia. AnniCannibali ha un approccio sonoro molto anni Ottanta, addolcito da un coro gothic tenero e romantico. La title track Danze Illiberali è il mio brano preferito nel quale sento l’influsso reggheggiante dei Clash e si rivela inoltre il pezzo più esplicitamente politicizzato. Una satira feroce contro la terra desolata della società tardo-capitalistica, contro le fosse biologiche eleganti di venalità che sono le discoteche di oggi. D’istinto è un brano importante, intimista e conflittuale, con giri di chitarra melodiosi e intensi e un uso del basso sorprendente. Concedono poco alla speranza gli Stardom sebbene Attimi Isterici, a mio avviso, sia una canzone d’amore, dove la bellezza dolente della voce di Cristina Corti s’intreccia con quella di Riccardo Angiolani, il frontman del gruppo, e ci lascia sperare… “tutto ciò che conta è nello spazio di un abbraccio”. Danze Illiberali è un disco pieno d’ingegno e di talento. Un lavoro di grande respiro poetico che ha tutto il diritto di ricavarsi un’intoccabile nicchia d’ascolto.

 
[Giuseppe Casa]
 
Nella foto un particolare della copertina di Danze Illiberali
 
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