Amori meneghini
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di Giuseppe Verdichizzi, 25 luglio 2013
Nome: Giuseppe
Cognome: Verdichizzi
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Bio: Giuseppe Verdichizzi, monzese di origine meridionale, odontotecnico, scrittore in attesa di debutto, (non lui, lui non attende) scrive occasionalmente su siti web di letteratura costume e società, e ha già un suo pubblico di aficionados che lo segue con affetto.

Amori meneghini

Sapessi com’è strano

Dalla famosa canzone di Memo Remigi degli anni Sessanta Innamorati a Milano, Giuseppe Verdichizzi ci regala una poesia non poesia piena di sentimento vero. Verdichizzi è un poeta e un prosatore che non ha alcuna voglia di pubblicare e di entrare, diciamo così, nell’ufficialità dei “dannati della penna”. A lui interessa scrivere sui social, comunicare col pubblico degli “amici” facebookiani e continuare la sua vita di sempre. Un esempio straordinario, a mio avviso, di poeta senza freni e però neanche ambizioni vere. Un uomo che forse ha capito che ogni comunicazione si risolve ormai nel suo farsi e nel suo darsi, circoscritto, dunque semisilenzioso, sostanziato nell’attimo. L’uomo che scrive dunque si trova come in una performance artistica effettuata in un locale pubblico virtuale, e la letteratura torna a farsi oralità paradossale. Con tutti i falsi poeti, poetastri, in ghiaccio e shakerati che riempiono i fogli dei miserabili editori a pagamento, gente da killeraggio senza se e senza ma, Verdichizzi a suo modo risponde con una rinuncia alla pubblicazione che è, forse senza volerlo, un esserci più violento e perlomeno incisivo. Fogli invisibili sparsi per l’etere. Leggete questo “pezzo” sull’amore a Milano, città, insieme alla vicinissima Monza, del nostro protagonista-autore.

Franz Krauspenhaar

 

 

Sapessi come è strano sentirsi innamorati a Milano,

mi sono innamorato da piccolo, subito, delle milanesi

il loro aspetto gessoso, quel portamento legnoso

sempre in procinto di scoppiare in verdi germogli primaverili.

Le milanesi sono il sale dell'amore, della vita del nostro cuore di maschi.

Una milanese al giorno toglie lo stress di torno,

guardatele mentre prendono un caffè al Moderno

sembrano apparizioni celesti, eteree come il piombo

sottili sui quei 12 cm di slancio verso il nulla,

nei loro occhi un vuoto gassoso farebbe galleggiare anche un palazzo pensieroso.

Sapessi come è strano sentirsi innamorati a Milano.

Le milanesi hanno quel non so che addosso

che è proprio loro, innato, che neanche loro

se ne rendono conto:

difatti non lo sanno, non lo sa mai nessuno

nessuno sa il perché delle milanesi, vanno dritte

in strade dritte, con pensieri dritti

in amori dritti, con uomini dritti

e non conoscono curve

nemmeno quando c’è luna piena.

A Milano le milanesi amano forte e in silenzio

sono tutte prese dal silenzio

esse sono molto silenziose

che quasi quasi non ti accorgi nemmeno quando ci sono,

e poi quando cominciano a parlare

le rimpiangi, perché il silenzio era veramente importante.

Le milanesi in amore

sono come i manichini del centro

è come far l'amore in San Babila

solo che non passa nessuno

e non ci sono vetrine.

 

[Giuseppe Verdichizzi]

 

© foto di Sabrina Minetti

 

 

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