L’anno di vento e sabbia
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di Luigi Carrozzo, 26 luglio 2013
Nome: Luigi
Cognome: Carrozzo
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Bio: Luigi Carrozzo è editor e scrittore. È cofondatore di MacchiaUmana.

L’anno di vento e sabbia

Roberto Delogu – Hacca edizioni

Il mare, questo romanzo non esisterebbe senza il mare. Non quello afoso, sovrappopolato e chiassoso dell’estate, no. Il mare d’inverno, verrebbe da dire. Struggente, cupo ma melodico come una canzone popolare. Roberto Delogu ci regala un racconto in soggettiva, affidato allo sguardo e alle parole del giovane Gigi, ragazzino cagliaritano che suo malgrado – e senza rendersene davvero conto fino in fondo – vive un anno cruciale della sua vita. Un anno bizzarro, un anno nomade, vissuto in una sorta di esilio dorato; per una scelta del padre, infatti, si trova a trascorrere numerosi mesi nel casotto di un lido sul litorale cagliaritano. Eppure, filtrato dai suoi occhi, il tempo anomalo dell’anno di vento e sabbia, assume una strana armonia. Attorno alla coppia padre figlio, infatti, si muovono strani personaggi; un pugile troppo sensibile per vincere anche solo un incontro, il gestore del lido e il suo rabbioso figlio, che ogni tanto fa capolino, un’insegnante di danze tradizionali sarde; tutti loro daranno vita a un caravanserraglio di storie, liriche e potenti, seducenti per l’occhio adolescente del giovane Gigi, protagonista e al contempo spettatore, narratore e ascoltatore.

La miccia per i giorni vissuti al confine del mare, è stata innescata dalla madre del giovane Gigi. In evidente crisi con il padre, la donna è andata via di casa, o meglio a cominciato ad apparire e scomparire all’improvviso, incostante come la luna del celebre verso shakespeariano.

Nella seconda parte del libro la prospettiva cambia radicalmente. Gigi è adulto, è un giovane avvocato alle prese con i primi importanti casi. Il fato vuole che si trovi a seguire le udienze conclusive del processo a una cellula sarda delle Brigate Rosse. Grazie agli incartamenti, ma soprattutto grazie al legame stretto con un ex brigatista sardo, tanti tasselli rimasti in sospeso – bozzetti di sogno dai tratti indefiniti – si incastreranno perfettamente, dando nuovi significati e un’architettura narrativa finalmente completa a tutto quello che è stato narrato nella prima parte.

La tecnica utilizzata da Delogu per il suo romanzo personalmente mi ha ricordato lo splendido Il senso di una fine di Julian Barnes; la seconda metà del libro altro non è che una rivisitazione degli eventi vissuti e raccontati nella prima con un occhio diverso, con un punto di vista differente che dà nuova vita alla realtà, che riscrive il passato e arricchisce i ricordi. Come le dune di sabbia in perenne movimento, in continua migrazione, così la storia dell’anno di vento e sabbia non resta immobile, è un essere vivente, è materia organica che vive e si modifica manipolata dalle narrazioni.

 

[Luigi Carrozzo]

 

© foto di Sabrina Minetti

 

 

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