Orongo
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di Franz Krauspenhaar, 1 agosto 2013
Nome: Franz
Cognome: Krauspenhaar
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Bio: Franz Krauspenhaar è uno scrittore. Ha pubblicato fra gli altri "Era mio padre", Fazi editore; "L’inquieto vivere segreto", Transeuropa edizioni; "1975", Caratterimobili editore; "La passione del calcio", Perdisapop; una raccolta poetica "Effekappa", Zona Editore e "Le monetine del Raphael", Gaffi Editore. A dicembre 2012 è uscita il poema "Biscotti selvaggi", Marco Saya editore.

Orongo

Storia di una fondazione

Ho fondato il paese di Orongo. È in Sud America, ma confina con la Brianza. C'è anche mia madre e mio fratello e alcuni amici. Tutti hanno cariche, tranne me. Io sono l'unico cittadino libero di Orongo.

 
A Orongo, presso certi scalmanati di potere, appena dici mezza parola tua c'è una frotta di gente pronta a lapidarti e a dire che sei un assassino, un antisemita, un editore.
 
A Orongo uno dei mestieri più ridicoli, a parte quello dello scrittore-che-però-fa-anche-altro, è quello del nonno. Sempre a scapicollarsi dietro a quelle piccole teste di cazzo, come noi dietro a editor ed editori del menga.
 
Nella piazza principale di Orongo passa un filobus ogni quarto d'ora. In quel punto c'è una grande fermata e spesso il mezzo non riesce a ripartire. Allora due uomini enormi vestiti di scuro soffiano da dietro verso le ruote del filobus, che così riparte.
 
A Orongo non s'è mai vista la guerra, noi conversiamo con i bidelli dei nostri figli che conversano con loro. Ogni tanto un bambino tifoso del Danubio alza la voce se la sua squadra ha vinto nel torneo di apertura. Dalla curva vediamo scalmanarsi i giocatori, metà nell'erba secca e metà nella terra battuta. Lo scambio di Menendez con Rodrigues fa alzare un polverone tale che nessuno dei convenuti vede più nulla. I fari vengono accesi prima dell'ora, come in una guerra, ma lo stesso si rincorre un pallone bianco che non si vede più. Il Liverpool perdeva 3 a 0 col Danubio, ma la partita viene sospesa dall'altissimo arbitro Maradagal. Partita finita al 24mo del 2ndo tempo, i giocatori trotterellano verso gli spogliatoi, e l'arbitro Maradagal, salutando nel suo stretto portunol, a larghissime falcate raggiunge la sua Fiat targata Brasile – compartimento Pato Branco, l'ultimo paesino subito dopo il confine con l'Uruguay. Noi invece giriamo nella direzione opposta, facciamo quella lunga curva che costeggia l'enorme fabbrica di dadi da brodo che si chiama Star, e siamo già in Brianza, nella notte che c'incontra nella nebbia.
 
[Franz Krauspenhaar]
 
© foto di Sabrina Minetti
 
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