Sul tram
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di Fernando Coratelli, 22 agosto 2013
Nome: Fernando
Cognome: Coratelli
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Bio: Fernando Coratelli è editor e scrittore. Ha pubblicato i romanzi "Altrotempo" con Cadmo editore, "Quando il comunismo finì a tavola" con CaratteriMobili editore e il racconto "Lì dove niente può succedere" con Lite Editions. A giugno 2013 è uscito il suo nuovo romanzo "La resa" con Gaffi editore.

Sul tram

Giovani dentro

Sale sul tram aggrappandosi al passamano e al contempo pone il peso di tutto il corpo sulla gamba destra, e si dà lo slancio giusto. Davanti alla obliteratrice fruga nelle tasche alla ricerca del biglietto. Per un attimo è preso dallo sgomento, era convinto di averlo nella giacca. Invece non c'è.

Poi un'illuminazione lo toglie dall'imbarazzo di viaggiare da clandestino: quando ha comprato il biglietto al tabaccaio lo ha messo nella tasca posteriore dei pantaloni. E infatti è lì.

Dopo avere timbrato si incammina verso il centro della vettura. Non ha bisogno di afferrarsi ai passamano, ha da sempre un ottimo senso dell'equilibrio e poi si mantiene in gran forma. Anche stamattina ha fatto la sua ora di piscina, che gli hanno consigliato per tenere a bada bizze del cuore e dell'età che, nonostante la sua invidiabile forma atletica, galoppa rapida come tutte le cose umane.

Si intravede nel finestrino, si passa una mano a sistemare il ciuffo folto che ancora gli decora la fronte come quando era giovane, e che importa se ora è del tutto grigio? resta ancora un uomo forte e giovanile nell'aspetto e nelle idee. Mentre guarda ancora il riflesso nel finestrino accenna a un mezzo sorriso e si ritrova piacente; così piega appena la testa e ripassa la mano a dita aperte sul ciuffo.

A un certo punto si accorge di una giovane donna seduta davanti a lui, sotto quel finestrino che gli fa da specchio. La osserva. Lei ricambia lo sguardo. Lui lo distoglie. Dopodiché finge di guardare fuori, invece lento lascia scivolare gli occhi verso le ginocchia spigolose, scolpite, nude di quelle gambe accavallate. È bella, forse fa l'indossatrice, pensa di un pensiero antico. Si sofferma sul collo lungo e i capelli castani che lunghi e lisci scivolano sugli omeri.

Incrocia di nuovo lo sguardo della ragazza. Per un attimo pensa di sorriderle, tuttavia si passa di nuovo la mano sul ciuffo e dirige la sua attenzione verso il fondo del tram. Anche se girato ha la sensazione che la ragazza lo fissi. Così con un movimento brusco del braccio scopre il polsino della camicia e dà un'occhiata all'orologio ma neppure fa caso alle lancette, in realtà lo sguardo incoccia nelle gambe della ragazza. Sono lunghe e affusolate, magre ma non scheletriche come si potrebbe essere spinti a credere se si pensa a una modella. La vede dondolare appena il piede che indossa un sandalo.

Con discrezione risale lo sguardo, si stringe anche un labbro con le dita e socchiude gli occhi – questo gli rende meno spudorata l'occhiata che lancia ora alla ragazza. Ha degli occhi verdi luminosi, gli ricorda subito la prima moglie che amò di un amore travolgente e al pari travolgente naufragò.

Neanche il tempo di quella memoria che la ragazza di sottecchi lo guarda di nuovo. Ha un sussulto. No, non se lo sta inventando, il suo antico e mai tramontato fascino ha colpito anche ora che ha superato da poco i settanta anni che nessuno gli dà, che nessuno crede lui possa avere per come si presenta, per come ragiona, per come regge ancora la scena.

La modella è giovane, sì, avrà appena venti anni, ma di certo è rimasta affascinata dal carisma che lui ha in dote fin da bambino, quando a scuola intortava e rigirava la maestra con il suo sorriso, i capelli soffici e fluenti, lo sguardo stretto e magnetico. Ha avuto successo nella vita e anche adesso ha ammaliato questa giovane e straripante bellezza che gli siede davanti.

La ragazza inclina la testa, abbozza un sorriso e fissa i suoi occhi in quelli di lui.

Aldo non si fa trovare impreparato, sapeva che sarebbe arrivato questo momento, lo palpava, ha esperienza da vendere – potrebbe scrivere libri e libri sull'argomento, ne sa eccome. Di donne ne ha avute e conquistate a bizzeffe al primo colpo. Così, stavolta regge lo sguardo, non lo abbassa, alza appena gli angoli della bocca per accennare al sorriso che lo contraddistingue, un sorriso accattivante e avvolgente – come lo definì una volta la sua terza moglie.

La ragazza spegne il suo sorriso, scavalla le gambe, raddrizza la testa, si passa i capelli dietro l'orecchio.

Aldo risponde con il solito gesto di pettinare il ciuffo, poi tocca piano la montatura degli occhiali, li aggiusta e piega in avanti la testa, serra le mandibole perché la forte squadratura della mascella sia ben visibile – le antiche e mai svaporate armi seduttive.

La ragazza si alza. È alta quanto lui, è fulgida nella bellezza e nel verde delle iridi.

Lui inspira a pieni polmoni da nuotatore, sente i pettorali gonfiarsi sotto la giacca.

Scusi, vuole sedersi?

Questa è la domanda che gli rivolge lei, con tono piatto, quasi misericordioso, cui fa seguito il più innocente e pietoso sorriso che Aldo abbia mai visto.

Io tanto fra un paio di fermate scendo, prosegue la modella a giustificare qualcosa, e si allontana verso la testa del tram. Lui mastica appena un grazie e si siede. Segue ancora la ragazza, le osserva il dondolio delle natiche.

La ragazza non si gira più, non lo degna di altri sguardi. Poi Aldo sente una voce, si gira, è una donna anziana, seduta a fianco a lui, rigida e composta con una borsetta stretta in grembo.

Come scusi? Chiede lui.

Dicevo che non è vero che i ragazzi di oggi sono tutti strafottenti e maleducati.

Certo, ribatte lui e dà un'ultima occhiata alla ragazza di spalle poggiata alla porta del tram in attesa della fermata.

 

[Fernando Coratelli]

 

© foto di Sabrina Minetti

 

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